Xu Bing e Frederic Bruly Bouabrè il linguaggio delle parole. A Milano

Triennale, Milano – fino al 6 marzo 2016. Nello spazio a pianta quadrata dell’Impluvium, uno fra i più importanti artisti cinesi viene presentato per la prima volta in Italia. Nonostante la concisione del percorso, Xu Bing entra in dialogo con altri otto artisti, da Boetti a Bruly Bouabré.

Xu Bing (Chongqing, 1955; vive a Beijing) in patria è considerato uno degli artisti più sensibili e autorevoli della contemporaneità. La sua fama supera di gran lunga quella di Ai Weiwei, con il quale si trasferì negli Stati Uniti agli inizi degli Anni Novanta, prima di tornare a Pechino dopo diciotto anni. Nonostante in Triennale gli sia stato dedicato solo un progetto baricentrato, che non rende omaggio al suo lungo percorso ma ne condensa visioni e capacità, Worlds of Words / Goods of Gods mette in luce la visione di Bing con estrema chiarezza.
Sul lato destro dell’Impluvium, una parete temporanea ospita la proiezione di The Character of Characters, un’animazione video di diciassette minuti trasmessa da cinque proiettori. Simile a una pergamena, la pellicola di dodici metri sovrappone i caratteri della lingua cinese a elementi naturali, mostrandone la potenza iconografica.
La Triennale di Milano presenta una versione rinnovata dalla medesima mostra presentata a Brussels, ponendo in dialogo l’opera frutto della fascinazione di Bing per ogni linguaggio scritto, con l’Alphabet Bété di Frédéric Bruly Bouabré, con piccoli lavori di Broodthaers, Boetti, Manzoni, Le Corbusier, Rombouts e Soma Mash

http://www.artribune.com/2016/02/mostra-xu-bing-triennale-milano/

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