Esther Mahlangu

Esther Mahlangu è un artista africana tra le più note della panorama artistico internazionale, le sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni private tra cui quella dello svizzero Jean Pigozzi e in molti musei occidentali. Pur essendo un’artista di fama internazionale Esther Mahlangu vive nel suo villaggio a Mabhoko a stretto contatto con la propria cultura. Donna di poche parole, la Mahlangu ha dedicato la sua vita alla sua arte. Nata nel 1936 a Middeleburg, in Sud Africa, appartiene alla tribù Ndebele, con tale termine ci si riferisce a diversi gruppi etnici diffusi nello Zimbawe occidentale e nella provincia dei Transvaal. Esther Mahlangu inizia a dipingere a soli dieci anni, seguendo gli insegnamenti della madre e della nonna, e da allora non ha più smesso perché, come lei stessa confida, la sua arte la fa sentire “molto felice”. L’artista segue, così, una tradizione locale che prevede che questo particolare tipo di tecnica pittorica sia tramandata in famiglia, comunicata, appresa e trasmessa solo dalle donne. Tali dipinti sono strettamente connessi con l’antica tradizione di decorare le case in occasione del rito di passaggio dei figli maschi. Tra i diciotto e i venti anni, infatti, i giovani della tribù si recavano alla “scuola della circoncisione” e subivano un rituale particolare che sanciva il loro passaggio all’età adulta. Per festeggiare quest’avvenimento le donne ridipingevano completamente sia l’interno sia l’esterno delle loro case con una preparazione a base di sterco di vacca e gesso utilizzando un repertorio molto vasto di figure tradizionali.

Nonostante continui ad utilizzare lo stesso “vocabolario artistico” strettamente legato alla tradizione della sua etnia, Esther Mahlangu ha notevolmente modificato il supporto e le tecniche con cui lavora. L’artista, infatti, oltre ad usare pigmenti e colori industriali, ha decorato con le sue linee e le sue figure geometriche tele, sculture, ceramiche, automobili e addirittura aerei. La Mahlangu ha, infatti, realizzato nel 1991 la prima “African Art Car”, decorando con i tipici motivi della tribù Ndebele una BMW 525i. Tali disegni sono stati riportati nel 1997 anche sulle code degli aerei dalla British Airways e più di recente la stessa particolare tecnica pittorica è stata riprodotta dall’artista anche sulla nuova Fiat 500 in occasione della mostra “Why Africa?” (2007, Torino).

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