La Kyo Art Gallery in occasione della 6° Giornata del Contemporaneo presenta le opere dell’artista ivoriano Frédéric Bruly Bouabré.
Ma chi è Bouabré? Scrittore, artista, narratore, filosofo, saggio, mistico, inventore, ricercatore, pacifista, insegnante, poeta, comunicatore, profeta, studioso, ricercatore, visionario, osservatore, documentarista e archivista del mondo che lo circonda. Nato l’11 marzo del 1921 a Zépréguhé, in Costa D’Avorio, in un giorno del 1948 riceve una rivelazione celeste e comincia a creare dei “pictogrammes” che nei suoi 449 simboli vanno a costituire un nuovo alfabeto: il Bété.
Nel 1970, Bouabré comincia a realizzare migliaia di “cartes postales” sui quali disegna con la penna a sfera e pastelli colorati ed intorno ai quale corre un testo. Ed è la scrittura “un rimedio che combatte l’oblio” che Bouabrè utilizza per raccontarci una storia, un’impressione, per riportarci attraverso la rivelazione dei segni, la conoscenza universale. Completamente inscritto nella sua storia africana, nella tribù Bété è cittadino del mondo in virtù della sua curiosità, dell'insolenza dei suoi scritti, e dell’anticonformismo della sua formazione, Frédéric Bruly Bouabré è un saggio che incarna tutto ciò che ora è in via di estinzione.

“Frédéric Bruly Bouabré osserva tutto ciò che è sulla superficie delle cose e ci dà una lettura di quello che vede sulla pelle delle cose. Nella sua opera, al di fuori dell’alfabeto che lui chiama “Conoscenza del mondo”, la maggior parte dei suoi disegni, penso in particolare alla lettura dei segni divini, sulla cola, sull’arancia, sui frutti in generale, per lui è una scrittura divina, non fa altro che osservarla, rivelarla e trasmetterla, qualche volta questi segni sono direttamente leggibili e lui li interpreta, li commenta. Quando invece sono indecifrabili ce li rende così, precisando dunque che sono segni divini e che l’uomo talvolta è piccola cosa per pretendere di avere una lettura intelligibile dei messaggi divini”( André Magnin).

 

Frederic bruly Bouabrè

"Colui che non dimentica"

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