Moke

Monsengwo Kejwamfi conosciuto come Moke, arriva a Kinshasa, da Ibe suo paese natale, all'età di dieci anni. Negli anni della gioventù privo di sostentamento e ridotto al vagabondaggio tenta il suicidio. Per sopravvivere inizia a dipingere opere su cartone, come molti artisti che espongono per le strade di Kinshasa utilizza lo stile naif.

Nel 1965 dipinge il dittatore Mobutu , con questo quadro, che rappresenta il generale padre della rivoluzione congolese, Moke si mette in evidenza e vince una borsa di studio per proseguire la carriera artistica.

Moke racconta, attraverso le immagini, la cronaca che lo circonda. I suoi dipinti sono molto colorati e i personaggi vengono rappresentati in stile cartoon, adopera un highline nero per risaltare il colore e sfruttare i contrasti.

Nel 1973 Haffner, il direttore del Centro Culturale Francese diventa il suo mecenate. La sua partecipazione al Festival di Berlino Horizonte 79 e le mostre al Centro Culturale Francese e al Goethe Institute di Kinshasa cominciano a incrementare la sua reputazione artistica.

Nella notte del 26 settembre 2001, Moke bevve il suo ultimo Skol Primus con Cheri Samba e muore prematuramente alle'età di 51 anni.

Padre fondatore insieme a Cheri Samba Bodo e Cheri Cherin della scuola di pittura popolare del congo dal 1990 e soprattutto dopo la sua morte, le sue opere sono esposte nella maggior parte delle mostre più importanti dedicate all'arte contemporanea africana.

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