Tanzania Vs Congo

a cura di Massimiliano del Ninno

Mercoledì 2 settembre la Kyo Art Gallery presenta la mostra d’arte contemporanea africana Tanzania VS Congo a cura di Massimiliano del Ninno con George Lilanga, Maurus Mikael Malikita, M. Charinda, M.sagula, (Tanzania) Cheri Cherin, Cheick Ledy, Jean Paul Mika (Congo). 

Quando si parla di arte africana si tende generalmente ad uniformarla in un unicum modo di fare arte disattendendo la vastità e diversità di stili e tecniche artistiche specifiche per ogni Paese, la mostra Tanzania VS Congo non vuole essere pertanto uno scontro, ma al contrario un confronto interculturale tra due stati dell’Africa subsahariana.

L’arte contemporanea africana entra nella scena internazionale con la mostra Magiciens de la Terre un'esposizione organizzata al Centre Georges Pompidou di Parigi nel 1989 e curata da Jean-Hubert Martin. La mostra portava per la prima volta alla ribalta l’arte contemporanea africana, equiparata per fascino ed importanza agli altri quattro continenti coinvolti nel progetto. Da questa sferzata d’energia si sviluppa un vero e proprio dibattito culturale sull’arte africana, stimolando una ricerca sulla conoscenza di artisti contemporanei residenti in Africa, un‘identità ed un’autonomia di pensiero che arricchisce profondamente la scena artistica internazionale.

Gli artisti di Tanzania VS Congo rappresentano nella loro specificità e singolarità il loro Paese, hanno lasciato da parte le tendenze estetiche occidentali che imperversano nelle accademie africane, già dall’epoca del colonialismo, ed hanno elaborato un modello personale proprio e libero.
Per la Tanzania il caposcuola è Edward Saidi Tingatinga che ha inventato un genere spontaneo molto colorato utilizzato per illustrare la flora e la fauna locale e che sarà ripreso con caratteristiche autonome da Maurus Mikael Malikita e da Charinda.
Senza dubbio però è George Lilanga l’artista che ha avuto più successo a livello internazionale e che rielaborando la tradizione Makonde e apprendendo le tecniche del disegno della scuola tingatinga ha creato uno stile unico. Delle sculture tradizionali makonde riprende il senso dell’umorismo e della caricatura, espressione di un immaginario mitico, di un mondo martoriato, abitato da spiriti buoni e cattivi, sono gli Shetani figure ironicamente malvagie che si mischiano con gli abitanti del villaggio interagendo con la loro quotidianità .

Nel versante opposto troviamo un linguaggio artistico del tutto diverso, il Congo devastato da guerre e lotte di potere intestine viene sapientemente illustrato da uno dei padri fondatori della Scuola di pittura popolare congolese, Cheri Cherin che insieme a Cheri Samba, Bodo, Moke e Cheïk Ledy comunicano con il loro stile figurativo molto colorato i drammi sociali e politici che affliggono il loro paese non trascurando la situazione politica internazionale.
Tra gli artisti presenti in questa mostra c’è Jean Paul Mika per la prima volta in Italia, dopo una trionfale mostra a Bilbao, allievo di Cheri Cherin e legittimo erede della scuola popolare di Kinshasa, con un montaggio iconico molto suggestivo, affronta il tema del cambiamento suggerito dalla politica internazionale di Barak Obama.

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